Più di 1000 euro al mese per l’assistenza di una badante, molte di più per il ricovero in Rsa: la spesa per la non autosufficienza rischia di essere un macigno per le famiglie.
Oggi in Italia le persone non autosufficienti sono 3.510.000 (+25% dal 2008), in grande maggioranza anziani. Di questi, l’80,8% ha più di 65 anni. Sul totale degli anziani in Italia, risulta non autosufficiente il 20,8%.
La questione rischia di diventare una priorità per la sanità nel prossimo futuro, alla luce del progressivo aumento dell’aspettativa di vita.
Spesa per la non autosufficienza: quanto copre il welfare pubblico?
La principale forma di copertura per chi non ha la possibilità di essere autonomo è l’indennità di accompagnamento, erogata dall’Inps.
Per ottenere l’indennità di accompagnamento sono necessari i seguenti requisiti:
- riconoscimento di totale inabilità (100%) per affezioni fisiche o psichiche;
- impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore, ovvero impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita e la conseguente necessità di un’assistenza continua;
- cittadinanza italiana;
- per i cittadini stranieri comunitari: iscrizione all’anagrafe del Comune di residenza;
- per i cittadini stranieri extracomunitari: permesso di soggiorno di almeno un anno di cui all’art. 41 TU immigrazione;
- residenza stabile ed abituale sul territorio nazionale.
Per gli ultrasessantacinquenni (non più valutabili sul piano dell’attività lavorativa) il diritto all’indennità è subordinato alla condizione che essi abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni dell’età.
L’indennità viene corrisposta per 12 mensilità e per l’importo è pari a circa 515 euro mensili.
A livello comunale è attivabile anche l’Assistenza domiciliare integrata a casa dell’assistito, ma le possibilità, i requisiti, l’offerta varia a seconda della zona in cui si risiede.
La copertura pubblica non sempre è sufficiente a coprire i costi effettivi della non autosufficienza.
Oltre alle spese quotidiane, ci sono infatti gli oneri per l’assistenza di badanti, per la retta di Rsa, per le cure mediche, senza contare i costi “occulti” per i care-giver, che, proprio per accudire la persona cara, devono ridurre il tempo del lavoro o rinunciare del tutto alla propria occupazione
La solitudine della non autosufficienza
Secondo il rapporto del Censi sullo Stato della popolazione italiana, sufficienti e inadeguate sono le risposte pubbliche a un fenomeno destinato a crescere, considerato l’invecchiamento progressivo della popolazione.
Il 56% degli italiani dichiara di non essere soddisfatto dei principali servizi socio-sanitari per i non autosufficienti presenti nella propria regione (il 45,5% dei residenti al Nord-Ovest, il 33,7% nel Nord-Est, il 58,2% nel Centro, il 76,5% al Sud).
L’onere della non autosufficienza ricade direttamente sulle famiglie, chiamate a contare sulle proprie forze economiche e di cura.
Per il 33,6% delle persone con un componente non autosufficiente in famiglia le spese di welfare pesano molto sul bilancio familiare, contro il 22,4% rilevato sul totale della popolazione. Forte è la richiesta delle famiglie di un supporto anche economico: il 75,6% degli italiani è favorevole ad aumentare le agevolazioni fiscali per le famiglie che assumono badanti.
I tempi dei cambiamenti nel sistema di welfare, tuttavia, sono lunghi.
Per evitare di ritrovarsi da soli a gestire un problema così importante, è utile iniziare a pensare per tempo a soluzioni che possano consentire di affrontare l’età della pensione con maggiore serenità, come piani di accumulo ed assicurazioni.